UN TORTELLINO IN FORMULA UNO
- Simona Ombrelli

- 13 mag 2025
- Tempo di lettura: 4 min

Una lettera aperta ad Andrea Kimi Antonelli, scritta con il cuore in mano. Senza tanti giri di parole, ma con grande affetto a un piccolo tesoro nazionale, in occasione del suo Gran Premio di casa all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola.
Mi fa sempre uno strano effetto vedere un italiano raggiungere vette molto alte.
Di sicuro è per un mio retaggio di pensiero, non lo metto in dubbio.
E mi fa ancora più strano quando è qualcuno della mia città.
Per carità, di Bologna ci sono diversi personaggi famosi di spicco, uno tra tutti - nonché uno dei miei cantanti preferiti - Cesare Cremonini, il "Cesarone nazionale".
Ma vedere un ragazzo di Bologna, in Formula 1 - lo sport che amo di più al mondo - in un sedile così prestigioso come quello Mercedes non può che non rendermi orgogliosa.
La prima volta che ho sentito parlare di te è stato nel 2020. Periodo Covid, di certo non uno dei momenti più belli degli ultimi anni.
Mentre il campionato di Formula 1 riprendeva lentamente, una domenica mattina ho deciso di guardare qualche video su YouTube e mi capita proprio una tua gara di kart. Altro caso vuole che il mattino dopo, andando al lavoro, per radio viene intervistato Carlo Vanzini a cui fanno domande sul Campionato di F1, su come decideranno di svolgere le gare, la situazione piloti e le varie domande di routine. Infine termina la sua chiacchierata radio con: “Poi ragazzi volevo ricordare che ieri un ragazzo italiano, un tale Andrea Kimi Antonelli, ha vinto il suo primo campionato di kart. Ricordatevi di questo nome che ne farà di strada”.
Ti ho seguito nella seconda vittoria consecutiva del campionato di kart e il passaggio l’anno dopo in Formula 4 con Prema.
Quando sono iniziati i "rumors" su un tuo passaggio in Formula 2 ero davvero euforica: se avessi visto anche solo una minima parte di quello che Toto Wolff aveva visto in te, non poteva che essere la mossa più giusta.
Passare in soli due anni dalla Formula 4, vincendo il campionato da rookie, passando poi subito in Formula Regional e anche lì vincendo al primo colpo, il salto direttamente alla Formula 2 sarebbe potuto essere un passo azzardato, ma ero convinta che ce l’avresti fatta benissimo.
Devo ammettere che la stagione in Formula 2 non è stata delle più brillanti, come per te anche per Ollie e sapevo che non era per la vostra inesperienza, ma che - purtroppo - la vettura era quella che era.
Ma le rimonte a partire dal fondo mi hanno fatta svegliare anche agli orari più improponibili per seguirti e farmi sentire orgogliosa.

Indimenticabile è poi, la tua prima vittoria in Formula 2, nel tempio del motorsport: Silvestone.
È stata una gara caotica:tra pioggia battente, interruzioni e ben due Safety Car, molti piloti hanno commesso molti errori. Ma tu no. Hai saputo dimostrare una tale freddezza e concentrazione, al punto di farci dimenticare i soli tuoi 17 anni.
Hai vinto.
Hai vinto a Silverstone.
In una gara complicatissima, sei riuscito a confermare - a chi ancora avesse dei dubbi - che il tuo è un talento puro, vero e cristallino.
Mi hai ricordato il pilota che stimo e ammiro di più in assoluto, che da quest’anno sarà un tuo rivale in pista.
È il pilota che, in condizioni critiche in gara, è sempre riuscito a far emergere il suo talento rispetto alle prestazioni dell’auto, e tu, mio caro Kimi, sei riuscito in questa ardua impresa.
Al momento dell’annuncio di Hamilton alla Ferrari, il tuo nome ha cominciato a risuonare ovunque, fino giorno della conferma: Andrea Kimi Antonelli, pilota ufficiale di Formula 1 per Mercedes-AMG Petronas Formula One Team.
Solo a scriverlo mi vengono i brividi.
Il mio istinto protettivo da sorella maggiore ha iniziato a prendere il sopravvento. “Fai bene, ma non troppo. Tieni un profilo basso, ma non troppo. Sii aggressivo in pista per mostrarti forte, ma resta rispettoso. E se i una pista che non conosci vai a muro? E se dovessi ritirarti alla prima gara e il pubblico iniziasse a dire che è stata una mossa insensata metterti su quel sedile?” È come se mi sentissi in dovere di proteggerti, quando in realtà non c’e né alcun bisogno.
Marzo 2025.
Circuito di Albert Park, Australia.
Era dal 2019 che la prima gara dell’anno non si disputava su quella pista e dalla sedicesima piazza parti tu, eliminato in Q1 per pochi millesimi da uno dei tuoi ex compagni di Formula 2, Gabriel Bortoleto.
Anche in questo caso, le condizioni della gara sono tutto fuorché semplici: alternanza di pista bagnata, poi asciutta e poi di nuovo bagnata. Aggiungiamoci anche raffiche di vento e ben sei rookie in pista, abbiamo così il giusto mix per una prima gara dell’anno del tutto fuori di testa.

In una corsa in cui Lando Norris e la sua McLaren hanno dimostrato la loro forza, tu sei riuscito ad essere il vero incantatore. Danzi sulla pioggia come un vero veterano, rimontando posizione su posizione dalla sedicesima alla quarta, giusto ai piedi del podio, ad appena due secondi dal tuo compagno di squadra.
Anche nelle tappe seguenti dimostri costanza e la tua innata velocità, ottenendo ottimi punti.
Aprile 2025.
Circuito di Miami, Florida.
Siamo solo alla sesta tornata stagionale e in questo Gran Premio si affronterà anche una gara sprint.
È proprio per le qualifiche sprint che succede la magia. Con un giro perfetto, senza sbavature, riesci a conquistare la tua prima pole position, anche se di una gara sprint , rimane pur sempre la tua prima pole.
Kimi, la tua prima pole! L’emozione era già grande, ma vedere la reazione di tuo papà l’ha resa ancora più speciale.
Nonostante la gara del sabato sia stata piena di colpi di scena e con una buona dose di sfortuna, hai ottenuto ugualmente una manciata di punti. Ma nella qualifica per la gara della domenica torni a brillare: solo 67 millesimi ti separano dal pole man Max Verstappen.
Gara dopo gara, il cuore batte più forte e tu continui a superare te stesso.
La prossima tappa è a casa tua, o meglio, a casa nostra e gli spalti per la prima volta non saranno solo una marea rossa, ma ci saranno anche i tuoi colori.
Non mi resta che dirti, ci vediamo in pista.
O anche al Dall’Ara.
Ti abbraccio forte,
Simo




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